venerdì 31 luglio 2009

L'astronauta morto


Cape Kennedy è ormai senza vita e le sue piattaforme si innalzano dalle dune deserte. La sabbia è penetrata attraversando il fiume Banana e ha riempito gli affluenti, trasformando il vecchio complesso spaziale in una distesa desolata di paludi e di cemento in rovina. D'estate, i cacciatori si preparavano un riparo nelle auto abbandonate dal personale, ma all'inzio di novembre, quando arrivammo Judith e io, l'intera area era stata abbandonata. Al di là di Cocoa Beach, dove fermai la macchina, i motel cadenti erano seminascosti dall'erba alta. Le torri di lancio si ergevano nell'aria della sera come le cifre arrugginite di una sorta di algebra celeste.

(J. G. Ballard, L'astronauta morto, in Tutti i racconti Vol. 2 1963-1968, Fanucci Editore)

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