mercoledì 12 agosto 2009

Dissacrazioni


In effetti Stifter mi ricorda continuamente Heidegger, quel ridicolo filisteo nazionalsocialista coi pantaloni alla zuava. Se Stifter, con incredibile sfrontatezza, ha annegato nel kitsch l'alta letteratura, Heidegger, il filosofo della Foresta Nera Heidegger, ha annegato nel kitsch la filosofia, Heidegger e Stifter, ciascuno per suo conto e a suo modo, hanno implacabilmente annegato nel kitsch letteratura e filosofia. Heidegger, sulle cui orme si sono mosse le generazioni della guerra e del dopoguerra, sommergendolo con stupide e disgustose tesi di dottorato quando ancora era in vita, Heidegger me lo vedo sempre seduto sulla panchina davanti a casa sua nella Foresta Nera accanto a sua moglie, la quale, nel suo perverso entusiasmo per il lavoro a maglia, lavora ininterrottamente per confezionargli le calze invernali con la lana che lei stessa ha tosata dalle loro pecore heideggeriane. Heidegger non riesco a vederlo altrimenti che seduto sulla panca davanti a casa sua nella Foresta Nera, e accanto a lui vedo sua moglie che lo ha completamente soggiogato per tutta la vita, e che a maglia gli lavorava tutte le calze, e all'uncinetto tutti i berretti, e gli infornava il pane, e gli tesseva le lenzuola, e gli confezionava personalmente persino i sandali. Heidegger era una mente inzuppata di kitsch, diceva Reger, esattamente come Stifter, eppure assai più ridicolo ancora di Stifter, che era stato davvero una tragica apparizione, a differenza di heidegger che è sempre stato soltanto comico, piccolo borghese come Stifter, altrettanto spaventosamente megalomane, un imbecille delle Prealpi, credo, giusto quello che ci vuole per il minestrone della filosofia tedesca.

(Thomas Bernhard, Antichi Maestri, Adelphi)

Nessun commento:

Posta un commento