mercoledì 5 agosto 2009

L'anima delle piante


Non si può affatto affermare che in sé le manifestazioni della vita delle piante non permettano di essere interpretate psichicamente. Perché non ci dovrebbero essere, oltre le anime che camminano, gridano, mangiano, anche anime che silenziosamente fioriscono e spandono odori, e appagano la loro sete nell'assorbimento della rugiada, i loro impulsi nello spinger fuori le gemme e le loro ancor più alte brame nella ricerca della luce? Io non so perchè il camminare e il gridare debba, a preferenza del fiorire e dello spandere odori, essere ritenuto quale depositario della psichicità; non so perché la forma elegantemente costrutta e bellamente ornata d'una pianta sia meno degna di albergare un'anima dell'informe corpo di un lombrico. Forse che il verme ci guarda con maggior espressione spirituale d'un nontiscordardimé? Forse che il frugare nell'oscurità sotto la terra manifesta un impulso più libero e una maggior capacità di sensazione dell'innalzarsi sulla terra nel limpido regno della luce e dell'incessante sforzo per svilupparsi e ricavare da sé il proprio sviluppo?

(Gustav Theodor Fechner, Nanna o L'anima delle piante, Adelphi)

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