martedì 14 dicembre 2010

Lunedì


Ho accarezzato un asino. Sono bellissimi, morbidi e pacifici. Voglio un mondo pieno di asini veri :)

martedì 30 novembre 2010

giovedì 25 novembre 2010

mercoledì 20 ottobre 2010

lunedì 18 ottobre 2010

sabato 16 ottobre 2010

lunedì 4 ottobre 2010

mercoledì 29 settembre 2010

mercoledì 15 settembre 2010

Projector

This is his gift;
light,
light that sears and breaks
us
from old doubts
and fears
and lassitudes;
this is his gift;
light,
light
that fascinates;
no bird
gazes more avidly
at Pythian snake
than we at this

vision of streams and path-ways
and small lakes;
streams
cataracts
and valleys
and great forests;
our souls are merged with quietness
or stirred
by tidal-wave or earth quake;

we sleep and are awake,
we dream and are not here;
our spirits walk elsewhere
with shadow-folk
and ghost-beast,
we speak a shadow-speech,
we trad a shadow-rock,
we lie along ghost-grass
in ghost shade
of the hillock;

with marvellous creatures rise
from shadow-stream
and sea-tide;
with wondrous creatures leap
from tree to tree
or creep
sinous
along
the river-bed
and freshnet;
blest
with rare suppleness
we bound
aloft
raptorously,
or rest
beside the river-head
and lap waters of holiness.

(H. D.,"Projector II", in Visioni e proiezioni, Liguori ed.)

martedì 7 settembre 2010

mercoledì 21 luglio 2010

venerdì 16 luglio 2010


Il capitalismo ormai non è solo incompatibile con la democrazia: è incompatibile con la vita.

(Nichi Vendola, il Manifesto del 16 luglio 2010)

venerdì 25 giugno 2010

venerdì 18 giugno 2010

L'ostinata, insopprimibile convinzione

 
La gravità del suo turbamento prova quanto fosse già inquieto e in fermento. Certo era insolente e inesperto, ma persuaso che le città costruite da quelli più vecchi di lui hanno l'aria di sobborghi squallidi pieni di caserme, di luoghi di disciplina, contro una fiamma rossa e gialla. Era impressionabile; ma questa parola è contraddetta dalla competenza con la quale riparava con il cavo della mano il fiammifero acceso. Era un giovane solido.
Certo che, o studente o commesso di negozio, uomo o donna, verso i vent'anni colpisce come uno shock, il mondo dei grandi, gettatoci in faccia con contorni così neri in contrasto a ciò che siamo; alla realtà; alle brughiere e a Byron; al mare e al faro; alla mascella di pecora con i suoi denti gialli; all'ostinata, insopprimibile convinzione che rende la gioventù così intollerabilmente difficile - "sono quello che sono, e intendo esserlo", - di fronte a questo non esiste nel mondo alcuna forma se non quella che Jacob si crea da solo. I Plumer cercheranno di impedirgli di arrivarci. Wells e Shaw e i settimanali seri da sei pence lo contrasteranno... Ogni volta che sarà invitato fuori a pranzo la domenica - o a cena o al té - si ripeterà lo stesso shock - lo stesso sentimento di orrore - lo stesso disagio, seguito poi dal piacere, perché a ogni passo della sua passeggiata lungo il fiume assorbirà dentro di sé una tale assoluta certezza, un tale senso di fiducia che gli viene confermato da ogni parte, dagli alberi curvi, dalle guglie il cui colore grigio si fonde con l'azzurro del cielo, dalle voci portate dal vento e come sospese nell'aria, quest'aria di maggio, vibrante, piena di particelle, della fioritura degli ippocastani, di polline, di tutto ciò che dà all'aria di maggio la sua vitalità, che confonde un albero con l'altro, trasforma le gemme in boccioli, rende vivido il verde. E anche il fiume scorre via, né troppo impetuoso, né troppo veloce, ma colma d'acqua il rempo che vi affonda, e lascia cadere bianche stille dalla pala e nuota verde e profondo sopra i giunchi curvi, come se indugiasse a coprirli di carezze.

(Virgina Woolf, La stanza di Jacob, Marsilio)

mercoledì 16 giugno 2010

mercoledì 26 maggio 2010

venerdì 21 maggio 2010

lunedì 17 maggio 2010

Eroe dei due mondi


Le origini dell'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) vanno fatte risalire al 1 aprile 1871, anno in cui Giuseppe Garibaldi, su esplicito invito di una nobildonna inglese, lady Anna Winter, contessa di Southerland, incaricò il suo medico personale, il dottor Timoteo Riboli, con studio in Torino, di costituire una Società per la Protezione degli Animali, annoverando la signora Winter e Garibaldi come soci fondatori e presidenti onorari.

(Wikipedia)

domenica 16 maggio 2010

Misericordie


Ipazia nacque ad Alessandria dove fu allevata ed istruita. Poichè aveva più intelligenza del padre, non fu soddisfatta dalla sua conoscenza delle scienze matematiche e volle dedicarsi anche allo studio della filosofia.
La donna era solita indossare il mantello del filosofo ed andare nel centro della città. Commentava pubblicamente Platone, Aristotele, o i lavori di qualche altro filosofo per tutti coloro che desiderassero ascoltarla. Oltre alla sua esperienza nell'insegnare riuscì a elevarsi al vertice della virtù civica.
Fu giusta e casta e rimase sempre vergine. Lei era così bella e ben fatta che uno dei suoi studenti si innamorò di lei, non fu capace di controllarsi e le mostrò apertamente la sua infatuazione. Alcuni narrano che Ipazia lo guarì dalla sua afflizione con l'aiuto della musica. Ma la storia della musica è inventata. In realtà lei raggruppò stracci che erano stati macchiati durante il suo periodo e li mostrò a lui come un segno della sua sporca discesa e disse, "Questo è ciò che tu ami, giovanotto, e non è bello!". Alla brutta vista fu così colpito dalla vergogna e dallo stupore che esperimentò un cambiamento del cuore ed diventò un uomo migliore.
Tale era Ipazia, così articolata ed eloquente nel parlare come prudente e civile nei suoi atti. La città intera l'amò e l'adorò in modo straordinario, ma i potenti della città l'invidiarono, cosa che spesso è accaduta anche ad Atene. Anche se la filosofia stessa è perita, il suo nome sembra ancora magnifico e venerabile agli uomini che esercitano il potere nello stato.
Così accadde che un giorno Cirillo, vescovo della setta di opposizione [il cristianesimo], passò presso la casa di Ipazia, e vide una grande folla di persone e di cavalli di fronte alla sua porta. Alcuni stavano arrivando, alcuni partendo, ed altri sostavano. Quando lui chiese perché c'era là una tale folla ed il motivo di tutto il clamore, gli fu detto dai seguaci della donna che era la casa di Ipazia il filosofo e che lei stava per salutarli. Quando Cirillo seppe questo fu così colpito dalla invidia che cominciò immediatamente a progettare il suo assassinio e la forma più atroce di assassinio che potesse immaginare.
Quando Ipazia uscì dalla sua casa, secondo il suo costume, una folla di uomini spietati e feroci che non temono né la punizione divina né la vendetta umana la attaccò e la tagliò a pezzi, commettendo così un atto oltraggioso e disonorevole contro il loro paese d'origine.
L'Imperatore si adirò, e l'avrebbe vendicata se non fosse stato subornato da Aedesius. Così l'Imperatore ritirò la punizione sopra la sua testa e la sua famiglia tramite i suoi discendenti pagò il prezzo. La memoria di questi eventi ancora è vivida fra gli alessandrini.

(Vita di Ipazia,  dalla Historia Ecclesiastica di Socrate Scolastico)

P.S. Cirillo è tuttora venerato come santo e dottore della chiesa

domenica 9 maggio 2010

Radio divorzio

I Mille


Stornammo gli occhi da quella visione tentatrice e ci avviammo per un viale, che metteva capo a una delle uscite della villa. Ragionavamo delle nostre tribolazioni e della coda del diavolo che avea guasti i nostri sogni leggiadri, quando il caso volle che sbucassero di dietro a un gruppo d'arboscelli due preti. Que' due preti ridevano. Il focoso Elia disse: "Ecco là quei due corvi del mal augurio, che gongolano della nostra mortificazione."
E, detto fatto, corse sopra certe brutte vestigie lasciate per terra da certe vacche, e ne pigliò una gran manata; Rossi, indovinando il suo pensiero, fé altrettanto; e in un baleno, furono addosso ai malcapitati e, acciuffatili, sigillarono ad ambedue la bocca con un potente ceffone, che non ebbe delle rose né il colore né l'odore.
I reverendi rimasero per qualche minuto estatici, poi s'arrischiarono ad aprir bocca, e urlarono come ossessi e fuggirono, togliendosi di sul volto, a pezzi e bocconi, la fetida maschera. Mezzo morto dal ridere, m'ero avvinghiato ad un colonnino. per non cascare in terra. Fruscianti rideva a più non posso. I due schiaffeggiatori forbivano le mani sull'erba. Quand'ecco Garibaldi, attratto dalle urla dei preti, comparire in fondo al viale e gridare: "Che cos'è, che cos'è?"

(Giuseppe Bandi, I Mille: da Genova a Capua, Garzanti)

venerdì 7 maggio 2010

giovedì 6 maggio 2010

Il Caso e il Sognatore


 
Se, nel preciso momento in cui il Caso morì, qualcuno della Terra avesse puntato sul posto un laser (un laser filato e della massima intensità), e se foste riusciti a tenere sotto controllo il raggio per un migliaio di anni (non ce l'avreste fatta, naturalmente, e in ogni caso nessuno si prese la briga di puntarlo né di sapere come succedeva), allora avreste potuto vedere la sua bara.
Non si trattava precisamente di una bara. Le navi hanno le scialuppe di salvataggio, per il caso che affondino, e le scialuppe il salvagente, per il caso che affondino a loro volta, e la bara era servito un tempo a quello scopo; ma ora e per tutti quei secoli era ed era stata la bara del Caso.
Giaceva nell'oscurità, le sue ridondanti grida di angoscia mute per sempre. E precipitava sempre più lentamente, sotto la spinta remota di una luce ormai svanita, perché nessuno gli aveva mai detto di fermarsi.
Il Caso, vecchio di un migliaio e qualche centinaio e forse d'un paio di dozzine e di una frazione d'anni (ma chi l'ha detto che i morti continuino a invecchiare?), giaceva nel cilindro , vestito della tenuta di bordo (che lungo tempo prima - anche il Caso ha un lungo tempo prima - si era ridotta praticamente a nulla), consistente nella sola stoffa sufficiente per reggerne il bracciale: Tenente Seniore,  e l'elaborato simbolo dell'arma di appartenenza. EXn avreste letto, una volta esaminato il simbolo: Ex a molti livelli: esplorazione, extrasolare, extragalattico, extratemporale, eccetera; più le possibili collaterali: espatriato, ex-militare, ex-officio, exit... Perché, arruolandosi nella Xn, nessuno faceva mai progetti personali, che implicassero un "qui", un "adesso". O un qualcuno...

(Theodore Sturgeon, Il sognatore, Moizzi Editore)

Il Sognatore


 

Era morto da secoli quando venne di nuovo svegliato alla vita. L'umanità aveva bisogno del suo ultimo esploratore spaziale. Sì, l'umanità aveva un desiderio che solo lui poteva soddisfare. Ma lui e il suo computer avevano un desiderio ancora più grande!

(quarta di copertina di Theodore Sturgeon, Il sognatore, Moizzi Editore)

martedì 4 maggio 2010

Infelicità

Alla fine la sola cosa che forse il lettore apprezza di Ben Turnbull è che, essendo una caricatura tanto marcata di un protagonista di Updike, ci aiuta a capire cosa c'era di tanto sgradevole e frustrante negli ultimi personaggi di questo autore. Non è che Turnbull sia stupido: sa citare Pascal e Kierkegaard sull'angoscia esistenziale, discutere della morte di Schubert, distinguere tra Polygonum multiflorum destrogiro e levogiro. E' che persiste nella convinzione bizzarra e adolescenziale che poter far sesso con chi si vuole quando si vuole sia una cura contro la disperazione umana. E anche l'autore di Verso la fine del tempo, a quanto mi è concesso di capire, ne è convinto. Updike non lascia dubbi: l'impotenza finale del narratore gli appare catastrofica, il simbolo definitivo della morte stessa, ed evidentemente vuole che noi ce ne addoloriamo tanto quanto Turnbull. Non sono né stupito né offeso da questo atteggiamento, più che altro non lo capisco. Ringalluzzito o flaccido che sia, l'infelicità di Ben Turnbull è ovvia sin dalla prima pagina del romanzo. Mai una volta, però, gli viene in mente che il motivo di tanta infelicità sia che è uno stronzo.

(David Foster Wallace, in Considera l'aragosta, Einaudi)

sabato 1 maggio 2010

giovedì 29 aprile 2010

domenica 25 aprile 2010

lunedì 19 aprile 2010

Fluidità

 
Del resto, una tecnica fondamentale, la dissolvenza, ha la funzione di dissolvere una grande quantità di tempo sottointendendolo, come i puntini di sospensione, piccole perle di tempo che si sgranano, o piuttosto nere stelle nane che comprimono in sé la densità di una nebulosa.

(Edgar Morin, Il cinema  o l'uomo immaginario, Feltrinelli)

sabato 27 marzo 2010

venerdì 26 febbraio 2010

mercoledì 17 febbraio 2010

On Being An Angel


Lo stato di eknoia è lo stato normale del cittadino ben condizionato, eternamente obbediente. E' uno stato dell'essere nel quale l'individuo è così estraniato da ogni aspetto della propria esperienza, da ogni spontaneo impulso ad agire, da ogni frammento di consapevolezza del proprio corpo per sé invece che dal proprio corpo come oggetto d'ispezione da parte di altri nel mondo, da ogni possibilità prudentemente rifutata di un cambiamento che risvegli, che senza metaforici giochi di prestigio si può veramente considerare questo individuo normale come fuori di sé.

(David Cooper, La morte della famiglia, Einaudi)

lunedì 15 febbraio 2010

Il regno dei tanti avanzi


 
Passando, si raccoglie questo e quello e si porta su, in superficie, dopo di che è simbolo in mezzo a un'adunanza di suoi pari, si delineano nessi, l'inaspettato prende coscienza di sé e trova conferma nel fatto che esiste anche altro. Le misure si trovano da sole non appena le capacità s'infiammano sulle effigi e la fiamma del movimento le incita a un'azione progressiva. Ma universi interi possono andare a fondo - cosa che i pensatori sanno - il pensiero non è altro che ricordo, perciò il ricordo è qualcosa che ritorna in mente, e il suo contenuto è sempre già superato, solo il suo desiderio si fa presente, avvolto in una trama fitta il pensiero si spinge nella visione del possibile che preme verso l'infinito, ma di tutto questo, in fondo, non ci si accorge nemmeno, perchè ciò che è stato pensato per l'appunto è già passato, il regno esistente è già finito, è il passato sconvolgente, è il regno dei tanti avanzi, dei desideri fluiti nella realtà per poi cristallizzarsi nel mondo che adesso sono diventati, se non che nel divenire hanno perso la loro essenza e anche la loro verità.

(H. G. Adler, Un viaggio, Fazi Editore)

Un fiore incantato


<< Che razza di sognatore sei, se rinunci e ti lamenti! Consolati!>>.
<< E come faccio a consolarmi? Tutto è contraddetto. Quello che mi succede può anche essere giusto, ma non è sopportabile>>.
<< Tu sopporti. Forse conti i passi. E forse li conta anche quel soldato lì. Ha l'aria assente>>.
<< E perché non è assente davvero? Potrebbe scappare. Ha un fucile. Per lui sarebbe molto più facile che per me e per te. Non dovrebbe fare quello che gli hanno detto. Opporsi apertamente, certo, gli procurerebbe guai seri perché è sottoposto a leggi spietate, però potrebbe svicolare. Questo potrebbe farlo di sicuro!>>.
<< D'accordo. Ma anche se svicolasse, al suo posto ci sarebbe già qualcun altro. E se anche quello mollasse, ce ne sarebbe un altro ancora. Andrebbe avanti così all'infinito, non c'è scampo>>.
<< Non è sempre così? C'è sempre qualcun altro. La colpa passa sempre da uno al'altro, non ha mai fine. Nessuno è se stesso. Ognuno è solo la scimmia dell'altro. Se non vuole esserlo, allora viene rimpiazzato. Anche questo va avanti all'infinito>>.
<< Non vuoi riconoscere un senso?>>.
<< Se voglio...? Sei matto. La volontà c'è ma è un fiore incantato, sempre visibile ma sempre impossibile da raggiungere>>.

(H. G. Adler, Un Viaggio, Fazi Editore)

martedì 9 febbraio 2010

domenica 7 febbraio 2010

Senza cuore


[...] dalle altre femmine, uno può salvarsi, può scoraggiare il loro amore; ma dalla madre, chi ti salva? Essa ha il vizio della santità... non si sazia mai di espiare la colpa d'averti fatto, e, finché è viva, non ti lascia vivere, col suo amore. E si capisce: lei, povera ragazza insignificante, non possiede niente altro che quella famosa colpa nel suo passato e nel suo futuro, tu, figlio malcapitato, sei l'unica espressione del suo destino, essa non ha nessun'altra cosa da amare. Ah, è un inferno essere amati da chi non ama né la felicità, né la vita, né se stesso, ma soltanto te! E se tu hai voglia di sottrarti a un simile sopruso, a una simile persecuzione, essa ti chiama Giuda! Precisamente, tu saresti un traditore, perché ti va di girare per le vie, alla conquista dell'universo, mentre che lei vorrebbe tenerti sempre con sé, nella sua dimora d'una camera e cucina!
[...] E mentre tu cresci, e ti fai bello, essa sfiorisce... Si sa che la fortuna non può impicciarsi con la miseria, così va la legge di natura! Però, lei, questa legge non la intende: e ti vorrebbe, suppongo, magari disgraziato peggio di lei, vecchio, imbruttito, magari mutilato o paralitico, pur di averti sempre vicino. Lei, per natura, non è libera, e vorrebbe che tu fossi asservito assieme a lei. Questo è il suo amore di madre!
Non riuscendo ad asservirti, intanto, si compiace del suo romanzo d'una madre martire e d'un figlio senza cuore. Tu, è naturale, non hai nessun gusto per un romanzo di tal genere, e te ne ridi: a te piacciono altri romanzi, altri cuori... Essa piange, e sempre più diventa noiosa, senile, funesta! Tutto, intorno a lei, è infestato dalle lagrime. E tu, si capisce, sempre più hai voglia di evitarla. Appena ti vede ricomparire, essa ti accusa... I suoi insulti sono supremi, di uno stile biblico. Il meno che può dirti è infame assassino; e non c'è giorno che non ti reciti questa litania! Vorrebbe, forse, con le sue accuse, ispirarti l'odio di te, e privarti di te stesso, per sostituire, lei, i tuoi orgogli e i tuoi vanti, usurpandoti, come una regina triste [...].

(Elsa Morante, L'isola di Arturo)

domenica 17 gennaio 2010

Exceptio Veritatis



L'oblio rappresenta la dimenticanza intesa come fenomeno non temporaneo, non dovuto a distrazione o perdita temporanea di memoria, ma come stato più o meno duraturo, come scomparsa o sospensione del ricordo con un particolare accento sullo stato di abbandono del pensiero e del sentimento. Da non confondersi con il concetto di amnesia, in quanto non condivide con questo la durata del fenomeno, tipicamente temporanea nell'amnesia, né il carattere di abbandono della volontà e del sentimento tipico dell'oblio.

lunedì 4 gennaio 2010