lunedì 15 febbraio 2010

Un fiore incantato


<< Che razza di sognatore sei, se rinunci e ti lamenti! Consolati!>>.
<< E come faccio a consolarmi? Tutto è contraddetto. Quello che mi succede può anche essere giusto, ma non è sopportabile>>.
<< Tu sopporti. Forse conti i passi. E forse li conta anche quel soldato lì. Ha l'aria assente>>.
<< E perché non è assente davvero? Potrebbe scappare. Ha un fucile. Per lui sarebbe molto più facile che per me e per te. Non dovrebbe fare quello che gli hanno detto. Opporsi apertamente, certo, gli procurerebbe guai seri perché è sottoposto a leggi spietate, però potrebbe svicolare. Questo potrebbe farlo di sicuro!>>.
<< D'accordo. Ma anche se svicolasse, al suo posto ci sarebbe già qualcun altro. E se anche quello mollasse, ce ne sarebbe un altro ancora. Andrebbe avanti così all'infinito, non c'è scampo>>.
<< Non è sempre così? C'è sempre qualcun altro. La colpa passa sempre da uno al'altro, non ha mai fine. Nessuno è se stesso. Ognuno è solo la scimmia dell'altro. Se non vuole esserlo, allora viene rimpiazzato. Anche questo va avanti all'infinito>>.
<< Non vuoi riconoscere un senso?>>.
<< Se voglio...? Sei matto. La volontà c'è ma è un fiore incantato, sempre visibile ma sempre impossibile da raggiungere>>.

(H. G. Adler, Un Viaggio, Fazi Editore)

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