lunedì 15 febbraio 2010

Il regno dei tanti avanzi


 
Passando, si raccoglie questo e quello e si porta su, in superficie, dopo di che è simbolo in mezzo a un'adunanza di suoi pari, si delineano nessi, l'inaspettato prende coscienza di sé e trova conferma nel fatto che esiste anche altro. Le misure si trovano da sole non appena le capacità s'infiammano sulle effigi e la fiamma del movimento le incita a un'azione progressiva. Ma universi interi possono andare a fondo - cosa che i pensatori sanno - il pensiero non è altro che ricordo, perciò il ricordo è qualcosa che ritorna in mente, e il suo contenuto è sempre già superato, solo il suo desiderio si fa presente, avvolto in una trama fitta il pensiero si spinge nella visione del possibile che preme verso l'infinito, ma di tutto questo, in fondo, non ci si accorge nemmeno, perchè ciò che è stato pensato per l'appunto è già passato, il regno esistente è già finito, è il passato sconvolgente, è il regno dei tanti avanzi, dei desideri fluiti nella realtà per poi cristallizzarsi nel mondo che adesso sono diventati, se non che nel divenire hanno perso la loro essenza e anche la loro verità.

(H. G. Adler, Un viaggio, Fazi Editore)

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