mercoledì 9 marzo 2011


"Non sarà questa l'ultima volta in cui Pérez Masón visita le carceri del regime. Nel 1965 viene pubblicato il romanzo La zuppa dei poveri, in cui, con un impeccabile stile che Sholochov avrebbe approvato, narra le sofferenze di una famiglia numerosa nell’Avana del 1950. Il romanzo consta di quindici capitoli. Il primo comincia così: «Veniva la negra Petra…»; il secondo: «Indipendente, ma timida e sottomessa…»; il terzo: «Valoroso era Juan…»; il quarto: «Amorosa, gli gettò le braccia al collo…». La censura insospettita non tardò a farsi sentire. Le prime lettere delle parole con cui inizia ogni capitolo formano un acrostico: VIVA ADOLF HITLER. Lo scandalo è enorme. Pérez Masón si difende sprezzante: si tratta di una coincidenza. La censura si mette all’opera; nuova scoperta, le prime lettere delle parole di ogni secondo paragrafo formano un altro acrostico: MERDA DI PAESE. E quelle delle parole di ogni terzo paragrafo: COSA ASPETTANO GLI USA? E quelle relative alle parole di ogni quarto paragrafo: CACCA A VOI. E così, essendo ogni capitolo invariabilmente formato da venticinque paragrafi, la censura e il pubblico in generale individuarono venticinque acrostici. Ho fatto una stronzata, dirà più tardi, erano troppo facili da risolvere, ma se li avessi fatti difficili nessuno li avrebbe scoperti.”

Roberto Bolaño, La letteratura nazista in america, Sellerio Editore

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